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Appostamenti abusivi nel Delta del Po

Con qualche difficoltà siamo finalmente venuti in possesso del rapporto redatto in occasione della stagione venatoria 2011/2012 da personale dell’Ufficio Tecnico-Risorse Faunistiche della Provincia. Si tratta verosimilmente del documento esibito dell’Assessore alla Caccia e Pesca nell’incontro in prefettura del 14 settembre u.s.. Da suddetto rapporto si evince, nero su bianco, la presenza di 17 appostamenti “in posizione non regolare che, in più situazioni, comportano lo squilibrio degli appostamenti fissi dell’intera zona”.

Sono inoltre state individuate altre 4 strutture con irregolarità varie (colata cementizia non prevista ecc.). Infine i sopralluoghi effettuati dal personale dell’Ufficio hanno riscontrato 8 appostamenti fissi di caccia, di cui 4 “esistenti e preparati” “che presentano forti rischi di trovarsi ubicati all’interno della linea di confine dell’area conterminata a Parco.


Il rapporto è stato trasmesso al presidente dell’Ambito RO3. Il documento è l’esatta fotografia di ciò che il WWF va scrivendo e denunciando pubblicamente sin dall’inizio della scorsa estate. E di ciò che ha affermato nella riunione tenutasi in prefettura il giorno 14 settembre u.s.. A dimostrazione, semmai ve ne fosse ancora bisogno, che l’Associazione quando si muove lo fa sempre a ragion veduta.

Mancano ancora all’appello i dati relativi alle 16 Aziende Faunistico Venatorie (le valli da pesca). Per questi l’Ufficio “una volta acquisita” l’individuazione georeferenziata delle “botti” da parte dei concessionari delle aziende effettuerà “la puntuale verifica del posizionamento di tutti gli appostamenti”. Con la caccia che è già iniziata da oltre un mese! E con il rischio che anche diversi appostamenti presenti nelle valli siano, e non da ieri, compresi nell’area del Parco. Sul punto il 15 settembre abbiamo inoltrato all’Ufficio Caccia e Pesca la richiesta di effettuare un controllo su una trentina di appostamenti indicando dettagliatamente quali verificare. Una trentina, non un numero illimitato. E per verificare una trentina di appostamenti non sono richiesti di certo tempi biblici. Non abbiamo alla data odierna notizia che il suggerimento del WWF sia stato messo in pratica. Non si comprende poi per quale motivo la verifica georeferenziata degli appostamenti in valle sia lasciata ai proprietari anziché essere effettuata dallo stesso personale della Provincia che ha effettuato il controllo nel territorio esterno alle valli. In fin dei conti è la Provincia che autorizza l’istituzione delle Aziende Faunistico Venatorie e che esercita i controlli. Parrebbe del tutto logico e consequenziale che fosse l’Ente stesso a controllare l’esatta ubicazione dei posti caccia.

Infine, dato che è piuttosto improbabile che qualcuno abbia speso tempo e fatiche per costruire degli appostamenti che poi non ha intenzione di utilizzare, ci si chiede se la Provincia abbia organizzato specifici ed accurati controlli sulle strutture abusive da lei stessa individuate al fine di evitare che le stesse fossero utilizzate dai bracconieri.

In conclusione, ad un mese e passa dall’apertura della caccia è ormai acclarato da documenti ufficiali che nel Delta del Po vi sono delle strutture irregolari la cui costruzione abusiva contempla anche risvolti penali. Nonostante i ripetuti solleciti da parte del WWF a Provincia e Ambito Territoriale di Caccia RO3 a rimuovere le strutture abusive queste, per quanto ci è dato sapere, sono ancora tutte al loro posto. E rischiano di restarci per tutta la stagione venatoria.

Tale situazione è, per l’Associazione, del tutto inaccettabile. Si invitano pertanto ancora una volta la Provincia e l’Ambito RO3 ad adoperarsi per rimuovere tutte le strutture abusive presenti nel Delta del Po in tempi rapidi e certi.

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3 Responses to Appostamenti abusivi nel Delta del Po

  1. […] stampa – Inserito alle at 13:04. I problemi del bracconaggio nel Delta del Po e degli appostamenti abusivi, che da tempo segnaliamo alle autorità competenti, in questi giorni sono stati fatti propri anche […]

  2. stefano ha detto:

    Certamente di cacciatori non onesti c’è ne sono ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. È troppo facile per voi “ambientalisti gridare contro a certe persone che nei limiti di legge praticano una tradizione tramandata da padre in figlio . E non credo che voi tutti mangiate solo verdure !!

    • Nicola ha detto:

      Stefano, non mi sembra che l’articolo se la prenda con i cacciatori onesti, ma solo con quelli che praticano l’attività con metodi abusivi. Il tuo commento sa di “coda di paglia”, non è che tu sei uno di quelli che ha costruito una postazione abusiva???

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