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Taglio di piante sugli argini dell’Adige

Da alcuni giorni sono iniziate le opere di rimozione controllata delle piante lungo la riva destra del fiume Adige (recentemente dichiarato Sito di Importanza Comunitaria nel tratto tra Verona e Badia Polesine) nel territorio di Badia Polesine. L’intervento, da tempo programmato dal Genio Civile di Rovigo, prevede l’eliminazione parziale della consistente vegetazione della riva destra concordata con il Comune di Badia Polesine, il Genio Civile di Rovigo e il WWF Rovigo al fine di assicurare, innanzitutto, il regolare deflusso delle acque e la sicurezza idraulica così come previsto dalle normative vigenti e, in secondo luogo, assicurare le necessità alimentari e riproduttive dell’avifauna selvatica e un limitato effetto impattante sul piano paesaggistico.

Per garantire tutto ciò Genio Civile di Rovigo, il Comune di Badia Polesine e le ditte interessate al taglio, hanno richiesto la collaborazione del WWF che, grazie a una decina di volontari, ha effettuato il controllo delle aree interessate fornendo indicazioni sul loro valore naturalistico. Prima di iniziare i lavori, perciò, sono state identificate le numerose alberature da preservare convenendo inoltre che, al termine delle opere, fossero collocate piante di maggior pregio ambientale, seminate essenze prative ove mancanti ed effettuato il taglio nei periodi in cui non avvengono le nidificazioni (marzo-luglio).
Quanto predisposto dagli Enti più sopra citati risulta essere il primo intervento di collaborazione adottato nel Veneto, e di ciò il WWF desidera ringraziare innanzitutto l’ing. Adriano Camuffo, l’ing.Luciano Anostini e il geom. Massimo Rigobello del Genio Civile/Regione Veneto di Rovigo, il geom. Massimo Morelli dell’Ufficio Tutela Ambiente del Comune di Badia Polesine, i sigg. Fiorenzo Zarantonello di Sant’Urbano (PD) e Mario Malacarne di Viadana (MN), delle ditte operanti, il Servizio Forestale Regionale ed il Corpo Forestale dello Stato di Verona e Ravenna.

Riportiamo di seguito un commento di Eddi Boschetti, Presidente del WWF Rovigo, esperto nella cura delle piante e delle aree di interesse naturalistico, in merito all’azione in atto: ‘‘E’ evidente che qualsiasi lavoro di rimozione di verde comporti inizialmente un impatto visivo negativo e su questo impatto negativo si costruiscono, talvolta, da parte di una certa opinione pubblica, considerazioni di carattere più emotivo che sostanziale. E’ opportuno però considerare che il WWF, proprio in quanto Associazione che della razionale gestione e tutela del patrimonio naturalistico ha fatto la sua missione a livello internazionale guarda a queste opere nella prospettiva di una miglior gestione della sponda dell’Adige che non è solamente un ecosistema ma bensì un’opera idraulica con funzioni di difesa che va per questo motivo gestito anche nella sua fondamentale componente naturale, la quale dovrà contribuire a consolidare e non compromettere la tenuta della sponda stessa.
Consideriamo inoltre che l’introduzione di specie botaniche di interesse faunistico che vengono sostituite agli alberi pericolanti o di scarso valore ecologico, può in futuro migliorare la situazione attuale con il ritorno di fiori e frutti selvatici ormai rari in natura. Devesi oltretutto considerare che tale opera di pulizia arginale sta portando alla rimozione di ingenti quantità di rifiuti solidi abbandonati da anni lungo le sponde del fiume e comporterà una miglior individuazione degli stessi in futuro. Consideriamo infine che questo periodo delle lavorazioni risponde a criteri ideali di lontananza dalla fase riproduttiva e va pertanto incoraggiato, e che eventuali ritardi nei lavori li farebbe pericolosamente slittare al periodo critico della nidificazione.

Si ricorda infine, che l’azione ambientale in oggetto segue un altro importantissimo intervento effettuato in sinergia tra WWF, Comune di Badia, Genio Civile, Servizio Forestale Regionale e Corpo Forestale dello Stato, a ridosso dell’argine destro dell’Adige: una nuova area boscata nella golena di Villa d’Adige, con la posa di 8.000 nuove piante e alcuni chilometri di siepe; un ripristino ambientale estremamente significativo per contrastare l’imperante desertificazione del paesaggio agrario.

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