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Natura in città

Ho già avuto modo di scrivere della natura dietro casa ovvero della possibilità di fare delle interessanti osservazione di animali e piante senza doversi recare in paradisi lontani. Per l’appassionato lo scrutare con attenzione nel proprio giardino e negli spazi verdi che si possono rinvenire a due passi dalla propria abitazione può essere fonte di soddisfazioni pressoché quotidiane. Questa possibilità non è patrimonio dei soli esperti è, viceversa, alla portata di tutti. La stagione fredda è forse la più propizia allo scopo consentendo di unire l’utile al dilettevole. Si possono infatti aiutare gli uccelli selvatici, che in questo periodo incontrano maggiori difficoltà a reperire il cibo, osservandoli, nel contempo, dal calduccio di casa propria. E’ sufficiente predisporre qualche mangiatoia per poter attirare pochi o tanti volatili che vivono accanto a noi la cui presenza ci è spesso ignota. Nella loro forma più rudimentale le mangiatoie possono essere costituite da semplici sottovasi fissati in cima ad un bastone oppure posate per terra in questo caso avendo cura di collocarle lontano da punti dove i gatti che, anche se domestici, restano pur sempre dei formidabili predatori, possano occultarsi per tendere l’agguato. Altre mangiatoie di facile realizzazione è possibile costruirle mediante dei fil di ferro in cui infilzare delle noccioline americane. O, ancora, si possono utilizzare delle reticelle, come quelle utilizzate per confezionare i limoni, all’interno delle quali saranno posti semi di girasole o di arachide. Fil di ferro e reticelle vanno quindi appesi ai rami di qualche pianta. Naturalmente i più bravi possono sempre fabbricare delle vere e proprie casette per evitare che il cibo si bagni mentre i più pigri possono trovare le mangiatoie già bell’e pronte in vari negozi oppure richiederle al WWF. Per quanto riguarda l’alimentazione si possono utilizzare le tradizionali briciole di pane, di biscotti, di torte ma anche i resti di panettone, di cui è particolarmente ghiotto il pettirosso. Vanno benissimo anche i rimasugli di carne che in genere attirano i merli. Arachidi e semi di girasole sono invece preferiti da cinciallegre e cinciarelle. Le granaglie, in genere, vanno bene per attirare tortore dal collare e fringuelli. Il lardo invece, una volta scopertane la prelibatezza, è preda di merli e cince. E’ sempre utile aggiungere nelle vicinanze delle mangiatoie un recipiente basso contenente dell’acqua dove i volatili possano dissetarsi o pulirsi il piumaggio. Se poi si dispone di un giardino con qualche albero e si ha l’accortezza di posizionare una cassetta nido proprio nelle vicinanze dei punti di alimentazione può anche succedere che la primavera successiva qualche coppia di cinciallegre, che nel frattempo ha preso confidenza con l’ambiente, decida di utilizzarla per deporvi le uova. Eventualità di cui sono stato felice testimone in più di un’occasione. È bene infine sospendere l’alimentazione artificiale con l’approcciarsi della buona stagione in quanto con il risveglio della natura le risorse alimentari tornano ad essere abbondanti. Da molto tempo nel periodo invernale sono solito attirare animali nel mio giardino utilizzando le tecniche appena descritte. Quest’anno sono particolarmente fortunato. Frequentano infatti regolarmente le mie mangiatoie due coppie di cinciallegre, 4-5 cinciarelle, 5-6 fringuelli, un paio di pettirossi, diversi merli, due tortore orientali dal collare ed alcune gazze che, ad onta dell’immotivata cattiva nomea di cui godono, soprattutto nel mondo venatorio, convivono pacificamente con gli altri consimili. Saltuariamente hanno fatto qualche fugace apparizione anche il regolo, il codirosso spazzacamino ed il luì. Naturalmente a seconda della posizione in cui ci si trova e della stagione le visite possono essere più o meno numerose e più o meno diversificate. Per quanto mi riguarda trovo sempre un modo piacevole per iniziare la giornata spalancare le finestre e soffermarmi qualche minuto ad osservare lo spettacolo offerto da questi piccoli amici alati intenti ad aggrapparsi a testa giù per bucare la scorza di un’arachide fino ad estrarne il seme oppure azzuffarsi per prendere posto sulla mangiatoia o, ancora, rubare furtivamente un granello di girasole per portasi poi in un luogo riparato dove poterlo aprire o, infine, pulirsi il piumaggio nella vaschetta con l’acqua. E’ uno spettacolo alla portata di tutti, per giunta gratuito, che ha pure il pregio di farci apprezzare delle piccole cose che ci circondano ma di cui spesso, immersi come siamo nel vorticare della vita, ignoriamo completamente l’esistenza.

Autore: Massimo Benà – WWF Rovigo

Foto 1: tortora dal collare, foto 2 e 3: cinciarella, foto 4: scricciolo, foto 5: cinciallegra

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