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Ormai ci siamo!! La stagione delle zanzare è alle porte e la parola d’ordine è prevenzione!

Negli ultimi 20 anni l’Italia è stata colonizzata da diverse specie di zanzare tropicali, in primis la zanzara tigre (Aedes albopictus), ormai abbondantemente diffusa in tutti i centri abitati dove prolifera grazie all’abbondante presenza di acqua stagnante e alla capacità di adattarsi alle variazioni climatiche. In parallelo, complici i cambiamenti climatici e i traffici commerciali e di persone, negli ultimi anni si sta assistendo alla diffusione di malattie tropicali una volta sconosciute nel continente Europeo, come ad esempio la febbre West Nile provocata dal West Nile Virus, balzata alle cronache per aver provocato alcuni decessi anche nella nostra provincia, la chikungunya e la dengue malattie virali tipiche dei paesi tropicali e recentemente si sta assistendo alla diffusione mondiale del virus Zika, virus veicolato dalle zanzare del genere Aedes, particolarmente pericoloso per le gestanti e del quale si segnalano alcuni casi anche in Italia. Come anticipato la parola d’ordine è PREVENZIONE! Dopo la grande battaglia contro la zanzara anofele che ha consentito di debellare la malaria in Italia intorno agli anni 70 del secolo scorso, l’attenzione della popolazione e delle amministrazioni ed enti si è notevolmente affievolita, effettuando, spesso, interventi di bonifica pianificati solo nelle aree di interesse turistico. Indubbiamente alla base di questa scarsa attenzione ci sono motivazioni principalmente di natura economica e come associazione vogliamo dare un piccolo contributo per aiutare i cittadini, le amministrazioni e gli enti a sfruttare in modo più incisivo le poche risorse disponibili, evitando di effettuare interventi sporadici, di emergenza e spesso inutili. Innanzitutto, bisogna precisare che non è possibile eradicare al 100% la zanzara tigre ma solo ridurre le popolazioni, soprattutto nei centri abitati e questo è il nostro scopo principale. Per questo bisogna conoscere la biologia della zanzara, per agire in modo mirato con la minor spesa. L’uovo è lo stadio che ha permesso alla zanzara tigre di raggiungere le nostre latitudini, attaccato alla parete interna di pneumatici importati da località infestate, consente alla specie il superamento dei rigori invernali e dei periodi siccitosi estivi grazie a raffinati meccanismi bio-fisiologici che permettono all’embrione di rimanere in uno stato di vita quiescente. Dopo la schiusa delle uova, la durata dello stadio di larva dipende da numerosi fattori, come la temperatura dell’acqua. Ad esempio ad una temperatura costante di 26°C e con cibo abbondante è di 7-8 giorni, mentre a temperature intorno a 15°C si allunga fino a 20 giorni. Dopo lo stadio di larva c’è lo stadio di pupa dal quale sfarfalla l’adulto. La durata di questa fase è in funzione della temperatura e varia da circa 4 giorni a 15°C, a solo due giorni a temperature superiori a 25°C. Alla nostra latitudine il periodo favorevole allo sviluppo della specie è compreso all’incirca tra fine Aprile e la metà di Ottobre, e si è calcolato che la zanzara tigre (Aedes albopictus) possa compiere fino a 10 generazioni all’anno. Da questo si evince come interventi sporadici con l’utilizzo di costosi prodotti adulticidi siano spesso inutili e portino a risultati assolutamente effimeri e di breve durata temporale. Molto più utile e meno oneroso sarebbe affrontare il problema alla radice, ossia agendo sulle larve delle zanzare, limitando quindi lo sviluppo degli adulti e la conseguente deposizione delle uova. In commercio sono disponibili prodotti molto efficaci, biologici e dal costo decisamente contenuto, come ad esempio le compresse a base di Bacillus thuringiensis israelensis, un batterio innocuo per gli animali domestici e insetti impollinatori e largamente impiegato in agricoltura biologica. In alternativa si possono acquistare larvicidi di sintesi, altrettanto efficaci e a basso impatto ambientale. Infine, importante è la rimozione dei ristagni d’acqua, anche di piccole dimensioni, dove le zanzare possono deporre le uova. Tutti questi interventi chiaramente non devono essere esclusivamente a carico dell’amministrazione comunale e degli enti preposti ma deve esserci la collaborazione di tutta la cittadinanza, che deve controllare e prevenire la proliferazione delle zanzare nella propria proprietà privata. Tombini per lo scarico delle acque meteoriche, sottovasi, copertoni, grondaie, ecc. sono tutti luoghi ideali dove le zanzare possono proliferare e devono essere quindi opportunamente trattati. Inoltre, le amministrazioni comunali e gli enti preposti dovrebbero investire maggiormente in progetti di sensibilizzazione della popolazione alla problematica.   Auspichiamo che i consigli forniti dalla nostra associazione siano presi in considerazione dalla cittadinanza e dalle amministrazioni comunali per rendere più incisivi gli interventi e ridurre lo spreco di risorse.

 

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