Nuova stagione venatoria, vecchi problemi di sempre


Ieri mattina alle prime luci del giorno, come d’uso, oltre ai cacciatori anche alcuni soci del WWF hanno “fatto l’alba” nel delta del Po”. Per controllare cacciatori e, soprattutto, i bracconieri. Per quel che ci riguarda, parafrasando Remarque, “niente di nuovo dal fronte orientale”. Tradotto: i problemi riscontrati sono quelli di sempre: uso di richiami elettroacustici e di fucili a più di tre colpi.

In aggiunta, si intende, alle meno gravi e più diffuse infrazioni amministrative (9 verbali nella sola giornata di ieri, ci risulta). Siamo rimasti per oltre mezz’ora ad “ammirare” tre bracconieri (vedasi foto anche se di scarsa qualità) che dal loro appostamento utilizzavano a fasi alterne il loro bel trombone per attirare branchetti di germani che passavano nei pressi della loro postazione mentre altri loro emuli utilizzavano i richiami da punti più defilati alla nostra vista (71 uscite effettuate a partire dal 2004 e 71 volte abbiamo registrato reati in materia di caccia per un totale di 134 illeciti penali!).

Ogni tanto in lontananza si sentivano delle autentiche mitragliatrici in funzione (ricordiamo per l’ennesima volta che 3 sono i colpi consentiti per legge per ogni fucile e che, quando svolgevamo l’attività di guardie venatorie volontarie, abbiamo denunciato cacciatori che nel fucile avevano 5 e persino 7 colpi!). Naturalmente abbiamo contattato il numero verde provinciale per segnalare ciò che stavamo constatando. L’esito della segnalazione è stato purtroppo nullo. Questa mattina, per le vie brevi, abbiamo fatto presente alla Presidente della Provincia, nella sua veste di Assessore ad interim alla Caccia, che, nonostante le sue recenti raccomandazioni al rispetto delle leggi vigenti ai rappresentanti delle associazioni venatorie, per quel che ci riguarda, nulla è cambiato. Parole al vento verrebbe da dire. E lo verificheremo a breve quando la vigilanza, per forza di cose, sarà allentata rispetto all’apertura.

Aggiungiamo, per finire, che noi non consideriamo affatto chiusa la partita degli appostamenti fissi di caccia. La delibera di Giunta regionale 1393/2013 che ha, per così dire, sanato la posizione degli appostamenti rispetto ai titoli edilizi è, secondo i nostri legali, illegittima. Fare un ricorso al TAR, la via più breve per risolvere la questione, richiederebbe somme che, purtroppo, non abbiamo a disposizione. Sulla faccenda faremo dunque un bell’esposto alla magistratura fiduciosi che questa possa finalmente andare a fondo della questione.

In piccolo al centro della foto palchetto con uso di richiami (l’appostamento si vede male perché era lontano rispetto al nostro punto di osservazione ed il teleobiettivo utilizzato non permetteva una foto con maggiore dettaglio; con il cannocchiale risultava evidente il diffusore del richiamo elettroaucustico in uso).